0 - Nota sull'ordinamento dei racconti

Titolo0 - Nota sull'ordinamento dei racconti
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Year of Publication2012
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In questa sezione si è scelto di numerare e ordinare i ventitrè racconti scritti da Lia Binetti, sia quelli già pubblicati nei suoi libri, sia quelli inediti, secondo l'ordine temporale della narrazione.

Le storie narrate si sviluppano spesso come flashbak all'interno di un racconto-contenitore che nasce in tempi diversi e più recenti. Si è quindi deciso di considerare l'epoca della storia contenuta, quella che costituisce il nocciolo centrale della narrazione, e di ordinare cronologicamente i racconti secondo quest'ordine.

Sotto al titolo di ogni racconto è riportato l'anno, o il periodo, in cui si svolge la storia, quello più antico, mentre, alla fine del racconto, il luogo e l'anno di stesura.

La scrittura di Lia Binetti è sempre rigorosamente autobiografica, fedelissima al ricordo fin nei più minuti dettagli e nei dialoghi letteralmente riportati, così da assurgere al valore di autentiche testimonianze, dell'epoca e dell'ambiente.

Ma proprio per questa ragione, seguendo l'ordine cronologico dettato dal contenuto dei racconti, si ottiene una storia più ampia, prima dei suoi nonni e dei suoi zii (così come riportati dal tramandarsi del racconto orale di madre in figlia), poi della sua vita, della famiglia Binetti e della famiglia Rosini, nonché dei fatti storici che facevano da sfondo alle vicende familari.

Altri ordinamenti sarebbero stati possibili: secondo l'epoca di stesura, ad esempio, che consentirebbe di seguire il percorso privato dei ricordi così sono andati affiorando nel tempo, ed avrebbe anche facilitato un'analisi dello sviluppo stilistico. Oppure un ordinamento per pubblicazione, che mostrerebbe la sequenza del manifestarsi al pubblico della sua narrativa. Dopo varie discussioni e riflessioni insieme all'autrice, si è infine deciso per un ordinamento di tipo “storico”, proprio in virtù delle caratteristiche specifiche della narrativa di Lia Binetti.

Diviene però, allora, necessario segnalare gli unici due punti si scostamento, le uniche due "licenze poetiche" che non ricalcano l'esattezza mnestica: nel racconto “Bepi Pirata” un espediente letterario fa apparire un personaggio fantastico del passato, che poi, però, avvia un racconto fedelissimo sui nonni; e in “L'anima e il volto”, dove il tema è casuale, dettato ai partecipanti ad un concorso letterario, ed è stato sviluppato sul piano immaginativo, unica volta, non sul filo del ricordo.

L'uso, in quest'ultimo racconto, del nome della cognata Paola e della nipotina Eleonora, come la descrizione della casa di Ancona, sono puramente incidentali, ma confermano quanto, per Lia Binetti, lo scrivere sia funzione della famiglia, testimone e legante degli affetti.
Venezia, 2012

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